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FORUM ACVDiscussioni di carattere generale › IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO EMANA NUOVE NORME SUGLI APPOSTAMENTI AD USO VENATORIO

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admin
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thiene
 

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IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO EMANA NUOVE NORME SUGLI APPOSTAMENTI AD USO VENATORIO
Il Consiglio regionale del Veneto, nella seduta del 18 settembre 2013, ha approvato nuove norme che riguardano gli appostamenti ad uso venatorio.



Con questo , sono quattro i tentativi effettuati dalla Regione del Veneto di risolvere il problema degli appostamenti ad uso venatorio.



La prima pezza è stata messa con la legge regionale 12/2012, la seconda pezza con legge 25/2012, la terza pezza con delibera della Giunta regionale n. 1393 del 30 luglio 2013 e ieri la quarta pezza con l’emendamento che qui sotto riportiamo:





CLICCA QUI PER SCARICARE IL TESTO DELL''EMENDAMENTO







Per comodità e per facilitare la comprensione degli effetti di questo emendamento, provvediamo ad allegare:







a) Legge regionale n. 12 del 24 febbraio 2012;



b) Legge regionale n. 25 del 6 luglio 2012;



c) Decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004;



d) Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001;



e) Decreto del Presidente della Repubblica n. 139 del 9 luglio 2010;



f) Art. 20 bis della legge regionale n. 50 del 9 dicembre 1993;



g) Legge regionale n. 50 del 9 dicembre 1993;



h) Note sulla DIA ( Dichiarazione di Inizio Attività ).




Non essendo possibile inserire collegamenti all''interno del forum, Vi invitiamo a copiare ed incollare il seguente link nella barra degli indirizzi per poter scaricare e visualizzare i documenti sopra riportati: http://www.associazionecacciatoriveneti.it/news_dett.asp?news=194
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admin

Postato il : 02/10/2013 19:50:52 

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Onorevole.... Mi chiarisca.. In pratica da quel poco che ho capito i comuni si devono adeguare cn le domande ai beni ambientali.. Gli stessi possono decidere x l edilizia.ma senza domanda sempre ai beni ambientali in zona boscata o sotto vincolo nn si può costruir niente????

Postato il : 19/09/2013 18:11:56 

nicola91
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E quindi il comune di schio che per lui non servita l''autorizzazione paesaggistica non è più valida!e parlava anche che se si faceva un capanno di rete elettrosaldata non servita nessuna comunicazione e autorizzazione bastava toglierlo entro il 28 febbraio!adesso è tutto cambiato di nuovo?bisogna rifare tutto ancora
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nicola91

Postato il : 19/09/2013 18:23:40 

diegosp
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Non ricadendo in vincolo paesaggistico sulla semplice dichiarazione da fare in comune cosa bisogna scrivere dove c e messo ai sensi della legge xxx del xxx ??
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Diego

Postato il : 19/09/2013 18:24:51 

nicola91
54 messaggi

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E chi rientra nella zona paesaggistica l''autorizzazione si riesce a prenderla?entro quanto tempo t autorizzano?
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nicola91

Postato il : 19/09/2013 18:25:55 

SERGIOBERLATO
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TESTO COORDINATO DELL’ART. 20 BIS DELLA LEGGE REGIONALE 50/93 COSI COME MODIFICATO DALLA LEGGE 12/2012 E 25/2012

“Art. 20 bis - “Appostamenti per la caccia agli ungulati e per la caccia ai colombacci”.

1. Ai sensi dell’articolo 5 comma 5 della legge n. 157 del 1992, gli appostamenti per la caccia agli ungulati “e per la caccia ai colombacci” non sono considerati fissi ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 12, comma 5 della medesima legge.
2. Le Provincie identificano d’intesa con gli ambiti territoriali di caccia o i comprensori alpini, le zone in cui possono essere collocati gli appostamenti di cui al comma 1; gli appostamenti collocati al di fuori delle zone individuate dalle Province non possono essere utilizzati a fini venatori”.
3. Gli appostamenti “per la caccia agli ungulati” di cui al presente articolo sono soggetti a comunicazione al comune e non richiedono titolo abilitativo edilizio ai sensi dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia” e successive modificazioni e si configurano quali interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica, ove siano realizzati interamente in legno, abbiano il piano di calpestio ovvero di appoggio, posto al massimo a nove metri dal piano di campagna, abbiano l’altezza massima all’eventuale estradosso della copertura pari a dodici metri e abbiano una superficie del piano di calpestio o di appoggio non superiore ai tre metri quadrati, siano privi di allacciamenti e di opere di urbanizzazione e comunque non siano provvisti di attrezzature permanenti per il riscaldamento.”.
“3 bis. Gli appostamenti per la caccia al colombaccio di cui al presente articolo sono soggetti alla comunicazione al comune e non richiedono titolo abitativo edilizio ai sensi dell’articolo 6 del decreto del Presidente della repubblica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia” e successive modificazioni e si configurano quali interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica, ove siano correttamente mimetizzati e siano realizzati, secondo gli usi e le consuetudini locali, in legno e metallo, di altezza non superiore il limite frondoso degli alberi e siano privi di allacciamenti e di opere di urbanizzazione e comunque non siano provvisti di attrezzature permanenti per il riscaldamento.”.

Art. 4
1. Sono da considerarsi opere precarie sono soggette a DIA gli appostamenti per la caccia agevolmente rimovibili, destinati ad assolvere esigenze specifiche, contingenti e limitate nel tempo e ad essere rimossi al cessare della necessità. Ove tali opere ricadano in aree tutelate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, le stesse sono assoggettate a procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica, ai sensi dell’allegato 1, punto 39, del Decreto del Presidente della repubblica 9 luglio 2010, n. 139 regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell’art. 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni”.
2. Sono soggette a semplice comunicazione le opere precarie di cui al comma 1, ove rimosse entro 90 giorni; è in ogni caso fatta salva l’autorizzazione paesaggistica semplificata qualora ricadano in aree tutelate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
3. I comuni possono determinare le modalità costruttive per gli appostamenti di caccia di cui ai commi 1 e 2, nel rispetto della vigente disciplina in materia edilizia;
4. Per gli appostamenti di caccia diversi di cui al presente articolo trovano applicazione le vigenti disposizioni in materia edilizia e paesaggistica;
5. La DIA di cui al comma 1 e le comunicazioni di cui al comma 2 devono essere inoltrate al comune territorialmente competente e, per conoscenza alla Provincia territorialmente competente ai fini della pianificazione faunistico-venatoria.
Art. 2
Modifica dell’articolo 9 della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”
1. Alla lettera h) del comma 2 dell’articolo 9 della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50, dopo le parole: “l’identificazione delle zone in cui sono collocabili gli appostamenti fissi, tenuto conto anche di quelli autorizzati alla data di entrata in vigore della legge n. 157/1992”; per gli appostamenti che vengono rimossi a fine giornata di caccia non è previsto l’obbligo della comunicazione al comune territorialmente competente.”.

Art. 3
Modifica dell’articolo 25 della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 25 della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50, è aggiunto il seguente comma:
“2 bis. Gli appostamenti nel territorio lagunare e vallivo di cui al comma 2 sono soggetti a comunicazione al comune e non richiedono titolo abilitativo edilizio, ai sensi dell’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e si configurano quali interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica.”.
Art. 3 - Norma di prima applicazione.
1. In prima applicazione della presente legge, la individuazione delle zone in cui possono essere collocati gli appostamenti per la caccia ai colombacci di cui all’articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 e successive modificazioni, così come modificato dall’articolo 1 della presente legge, non deve comunque ostacolare la attuazione della pianificazione faunistico-venatoria in essere alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Gli appostamenti per la caccia ai colombacci in essere alla data di entrata in vigore della presente legge si adeguano alle caratteristiche costruttive definite all’articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 e successive modificazioni, così come modificato dall’articolo 1 della presente legge, entro centoottanta giorni dall’approvazione dei relativi provvedimenti attuativi.

Art. 4
Norma di prima applicazione
1. In prima applicazione della presente legge, la individuazione delle zone in cui possono essere collocati gli appostamenti per la caccia agli ungulati di cui all’articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50, così come introdotto dall’articolo 1 della presente legge, non deve comunque ostacolare la attuazione della pianificazione faunistico-venatoria in essere alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Gli appostamenti per la caccia agli ungulati in essere alla data di entrata in vigore della presente legge si adeguano alle caratteristiche costruttive definite all’articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50, così come introdotto dall’articolo 1 della presente legge, entro centoottanta giorni dall’approvazione dei relativi provvedimenti attuativi.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione veneta. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione veneta.

__________
Sergio Berlato

Postato il : 19/09/2013 19:05:00 

SERGIOBERLATO
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Caratteristiche della D.I.A.
Questo tipo di denuncia di inizio attività (D.I.A.) è diventata uno strumento molto versatile, che è servito alla pubblica amministrazione italiana (in larga parte, gli uffici tecnici dei Comuni) per agevolare e snellire il procedimento relativo a pratiche edilizie, di minor peso urbanistico, sull''attività edilizia che si svolgeva sul proprio territorio.
Con una D.I.A., infatti, si poteva ristrutturare il proprio appartamento, effettuare opere di manutenzione ordinaria o straordinaria sul proprio immobile e persino costruire nuovi edifici, qualora fosse presente un piano particolareggiato, ovvero in caso di demolizione e ricostruzione fedele.
La D.I.A. tuttavia non è da confondersi con un''autorizzazione. Di fatto, essa è un''autodichiarazione del committente dei lavori accompagnata da una relazione asseverata da un tecnico (oltre i vari documenti da allegare), pertanto, risulta essere più responsabilizzante per il privato e per il tecnico, piuttosto che per la pubblica amministrazione che, nel caso di D.I.A., svolge un mero controllo dei requisiti.
Iter burocratico
La denuncia si presenta allo sportello unico per l''edilizia del Comune a firma di un tecnico abilitato alla progettazione (ingegnere, architetto, geometra o perito) e deve contenere un progetto grafico rappresentante lo stato di fatto e la situazione futura, una relazione tecnica in cui si descrivono nel dettaglio le opere da compiersi e i riferimenti normativi, nazionali e locali, che interessano il provvedimento e la certificazione del fatto che il "progettista si assume la responsabilità" che le opere siano in conformità degli strumenti urbanistici vigenti al tempo dei lavori.
In questo modo, la P.A. scarica la responsabilità della correttezza delle operazioni sul tecnico abilitato, che, in tal senso, prende le difese dell''Amministrazione stessa e delle sue leggi. Pertanto la parcella professionale richiesta dal tecnico è adeguata alle responsabilità che si assume.
Una volta presentata, la D.I.A. si ritiene approvata, come detto, dopo 30 giorni dalla data di presentazione (fa fede la data di protocollo dell''ufficio tecnico), e si possono effettuare le opere edilizie.
Se si scoprono, in seguito, difformità delle opere rispetto alla normativa in vigore al tempo dei lavori il comune può (entro 10 anni dalla data di presentazione della D.I.A.) ordinare che sia ripristinato lo stato dei luoghi antecedente all''esecuzione dei lavori, il tutto a carico del proprietario che ha eseguito le opere abusivamente, anche se ha presentato regolare D.I.A.. Naturalmente, in questo caso viene chiamato in causa il tecnico firmatario del provvedimento.

__________
Sergio Berlato

Postato il : 19/09/2013 19:13:32 

nicola91
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schio
 

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L''autorizzazione paesaggistica semplificata si riesce sempre a ottenere?in quanto tempo?
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nicola91

Postato il : 19/09/2013 19:39:24 

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Ecco quà, chissà che d''ora in avanti qualche cacciatore ci ripensi prima di disertare le riunioni, cosa pesante, incontri ecc.ecc.,per non parlare del resto! Incominciamo con la Jad!!!

Postato il : 19/09/2013 21:12:12 

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DIA tutto bello tutto figo ma e il tecnico si deve prendere la responsabilita''di quello che verra''REALIZZATO. Se si tratta poi di torrette x i colombacci subentrano secondo il mio punto di vista
altre normative .materiali impiegati idonei e cioe''MARCHIATI CE, PIANO MONTAGGIO USO E SMONTAGGIO PATENTINO DI ABILITAZIONE ALL,ESECUZIONE DETERMINAZIONE DEGLI ANCORAGGI, SE POI SI INTENDE METTERCI UNA BELLA TELA CI VORREBBE PURE IL PROGETTO DI UN''INGEGNERE. MA C''era bisogno di arrivare a tanto per fare 4 schiopettate.ditemi voi

Postato il : 19/09/2013 21:16:57 

dvg
137 messaggi

Provenienza:
valdagno
 

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Il primo post l ho mandato io nn guest.. Cmq baghy che ne pensi tu? Ciao

__________
dvg

Postato il : 19/09/2013 21:30:50 

mox71
146 messaggi

Provenienza:
Vicenza
 

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Stando a questa ennesima presa per il culo per i torraioli..Una volta fatta la torre...con tanti sacrifici,soldi,tempo,sbattimenti vari,domande,domandine al comune,etc..
LA SI DEVE TIRAR GIù DI NUOVO QUANDO E'' TERMINATA LA STAGIONE???
HO CAPITO BENE???
Sarò grato per la risposta...Saluti..
__________

Postato il : 20/09/2013 00:49:03 

zrenato
171 messaggi

Provenienza:
trissino
 

Msg privato


Ancora una volta la montagna ha partorito un topolino-morto .
zrenato
__________
renato

Postato il : 20/09/2013 07:53:06 

Vpolga
3 messaggi

Provenienza:
Italia
 

Msg privato


Pazzesco.... Una dia per mettere 4 paletti e due frasche in mezzo ad un campo .....
A stò punto lo faccio di mattoni il capanno .... :-)

Non ho parole ......
__________
Vanni

Postato il : 20/09/2013 08:03:21 

sorza79
6 messaggi

Provenienza:
dueville
 

Msg privato


Grazie Berlato
ma Le chiedo se possibile di spiegare a tutti noi cacciatori che partiamo dai 18 anni e arriviamo fino a oltre i 65, in semplici parole che cosa dobbiamo fare ... che tipo di domande devono essere fatte e su che modello perchè non si possa incappare in spiacevoli verbali.
Vero che la legge non ammette "ignoranti" però non vorrei estendere questo ai cacciatori che hanno sempre seguito e ancora seguiranno quanto dalla nostra associazione ci viene detto o segnalato.
La ringrazio in anticipo
__________
Marco

Postato il : 20/09/2013 09:39:18 
 

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