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SERGIOBERLATO
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LE ASSOCIAZIONI VENATORIE CHIEDONO CHIARIMENTI ALLA REGIONE
Thiene, lμ 9 luglio 2013

Al Presidente della Giunta regionale del Veneto
Dott. Luca Zaia

Al Presidente del Consiglio regionale del Veneto
Dott. Clodovaldo Ruffato

Oggetto: Richiesta di chiarimenti sulle conseguenze dell’applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 139/2013

Pregiatissimi Presidenti,

La Sentenza della Corte Costituzionale n. 139/2013 ha sancito l''illegittimita'' costituzionale dell''art. 1, comma 3, della legge della Regione Veneto 6 luglio 2012, n. 25 nella parte in cui esenta dall''assoggettamento al regime dell''autorizzazione paesaggistica gli appostamenti per la caccia al colombaccio, congiuntamente all''art. 2, comma 1, della medesima legge regionale nella parte in cui esenta dall''assoggettamento al regime del titolo abilitativo edilizio e dell''autorizzazione paesaggistica gli appostamenti fissi per la caccia di cui all''art. 20 della legge regionale 50/93 ed all''art. 12 comma 5 della legge statale 157/92.
Per effetto di questa sentenza della Corte costituzionale tutti gli appostamenti di cui all''art. 20 della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 e di cui all''art. 12 comma 5 della legge statale 11 febbraio 1992, n. 157, attualmente allestiti sul territorio veneto, che non hanno ottenuto la preventiva autorizzazione di natura edilizia e la preventiva autorizzazione di natura paesaggistica, parrebbero essere considerati abusivi.
Per tutti coloro che hanno costruito tali appostamenti e per i proprietari dei fondi sui quali sono stati costruiti gli appostamenti stessi, grava il pericolo di denuncia all''autorita'' competente per presunto abuso edilizio e presunto abuso paesaggistico.
Nel caso in cui tali persone venissero riconosciute colpevoli per aver commesso tali reati, verrebbe loro comminata la sanzione prevista all''art. 44 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 e dall'' art. 181 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e cioe'' l''arresto fino a due anni e la sanzione penale che va da 30.986 euro a 103.290 euro, oltre a veder loro inflitto l''obbligo del pagamento delle spese legali, delle spese processuali e delle spese di ripristino dei luoghi alle condizioni ambientali antecedenti a quelle in cui e'' stato commesso l''abuso.
Non va neppure sottaciuto il pericolo, per i cacciatori che ricevono le sopracitate condanne penali, di ricevere il diniego da parte dell''autorita'' competente del rilascio del nulla osta per il rinnovo del porto d''armi.
La ragione principale che ha indotto la Corte costituzionale a sancire l''incostituzionalita'' dell’ art. 1 comma 3 e art. 2 comma 1 della legge regionale 6 luglio 2012, n. 25, parrebbe essere richiamata alla pagina 7 della sentenza, terzultimo e penultimo capoverso.
In questi due capoversi si evidenzia come gli appostamenti oggetto del contenzioso non possono essere considerati come attivita'' edilizia libera ai sensi dell''art. 6 , comma 1, lettera c), del D.P.R. 380 del 2001, ma manufatti "fissi" ( nel senso di stabili ) in quanto sprovvisti del requisito di mobilita'' ( o di agevole amovibilita'' ).
Alla luce della situazione venutasi a creare con la sopracitata sentenza della Corte costituzionale, le scriventi associazioni venatorie ritengono doveroso fornire corrette e tempestive informazioni ai propri associati al fine di evitare che gli stessi siano esposti involontariamente alle pesanti sanzioni penali conseguenti all’applicazione della normativa vigente.
A tale scopo le scriventi associazioni chiedono alla Regione del Veneto di poter avere un’autorevole interpretazione autentica al fine di garantire una corretta applicazione delle normative vigenti.
In particolar modo si chiede alla Regione Veneto:

a) quali sono le immediate conseguenze dell’applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 139/2013?
b) gli appostamenti ad uso venatorio ancora allestiti sul territorio regionale sono da considerarsi tutti abusivi?
c) come si devono comportare i proprietari degli appostamenti ad uso venatorio che hanno i loro manufatti ancora allestiti sul territorio del Veneto?
d) quali sono le possibili conseguenze per i cacciatori denunciati per presunto abuso edilizio e per presunto abuso paesaggistico?
e) quali ricadute ha la sentenza della Corte costituzionale n. 139/2013 sui proprietari del fondi sui quali sono stati allestiti gli appostamenti ad uso venatorio?
f) cosa devono fare i cacciatori che intendono allestire i loro appostamenti ad uso venatorio per essere sicuri di non incorrere in denunce e sanzioni penali per presunti abusi edilizi e presunti abusi paesaggistici?
g) quali devono essere le caratteristiche dei capanni che vengono utilizzati per allestire gli appostamenti ad uso venatorio?


Le scriventi associazioni venatorie ringraziano anticipatamente la Regione del Veneto per la cortese sollecitudine con la quale vorrΰ dare puntuale riscontro a questa piω che giustificata richiesta di chiarimenti, in modo tale che ogni cacciatore del Veneto possa prepararsi alla prossima stagione venatoria avendo indirizzi precisi che gli permettano di esercitare la propria passione nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Cordiali saluti.


FIDC…………………………………………………………………………..

ACV-CONFAVI………………………………………………………………

ENALCACCIA……………………………………………………………….

ANLC………………………………………………………………………….

ANUU………………………………………………………………………….

ITALCACCIA………………………………………………………………..



__________
Sergio Berlato

Postato il : 17/07/2013 18:23:55 

dvg
137 messaggi

Provenienza:
valdagno
 

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Penso che un chiarimento da parte della regione sia doveroso.. Zaia fatti avanti prendi posizione azzzz.... Un grazie doveroso per l impegno che ci state mettendo. Aspettiamo cn ansia una risposta
__________
dvg

Postato il : 17/07/2013 18:23:55 
 

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