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SERGIOBERLATO
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IL C.d.M. IMPUGNA LA L.R. SUGLI APPOSTAMENTI


Thiene, lì 6 settembre 2012

COMUNICAZIONE URGENTE A TUTTI I PRESIDENTI COMUNALI ACV-CONFAVI DEL VENETO

Oggetto: Impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri del 05/09/2012 della legge regionale n. 25 del 6 luglio 2012 in materia di appostamenti per l’esercizio dell’attività venatoria.

Carissimi,

dobbiamo purtroppo comunicarVi che il Consiglio dei Ministri, nella seduta di ieri 05/09/29012, ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale la legge regionale n. 25 del 6 luglio 2012 ( pubblicata sul B.U.R. n. 55 del 13 luglio 2012 ), sollevando la questione di legittimità costituzionale secondo quanto previsto dall’art. 127 della Costituzione.
Il motivo dell’impugnativa sarebbe da ricercarsi nella decisione della Regione del Veneto di disporre l’esclusione dell’autorizzazione paesaggistica ed urbanistica per la realizzazione di appostamenti per l’attività venatoria, decisione che, a giudizio del Consiglio dei Ministri, comporterebbe una invasione da parte della Regione del Veneto della potestà legislativa di esclusiva competenza statale.

Rimanendo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento necessitasse, provvediamo ad allegare copia del pronunciamento del Consiglio dei Ministri del 5 settembre 2012.

Il Presidente
Maria Cristina Caretta

Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio".
(06-07-2012)
Regione: Veneto

Estremi: legge n.25 del 06-07-2012

Bur: n. 55 del 13-07-2012

Settore: Politiche infrastrutturali

Delibera C.d.M. del: 05-09-2012 / Impugnativa

Motivi dell''impugnativa: Il provvedimento legislativo in esame, attraverso il quale la Regione Veneto modifica precedenti norme in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, presenta profili di illegittimità costituzionale. 1) L''art. 1, comma 3, nell''aggiungere dopo il comma 3 dell''articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50, il comma 3 bis, dispone l''esclusione dell''autorizzazione paesaggistica per la realizzazione degli appostamenti destinati alla caccia ai colombacci, mentre l''art. 2, comma 1, modificativo dell''art. 9, comma 2, lett. h), della stessa legge, opera una estensione generalizzata di tale esclusione ad ogni tipologia di appostamento per l''esercizio dell''attività venatoria. Il legislatore regionale, stabilendo ulteriori ipotesi di interventi edilizi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica di cui all''art. 146 del d.lgs. n. 42/2004 (cd. "Codice dei beni culturali e del paesaggio"), invade la potestà legislativa esclusiva statale in materia di in materia di tutela dell''ambiente, dell''ecosistema e dei beni culturali, ex art. 117, comma 2, lett. s), della Costituzione. Infatti, gli interventi edilizi esclusi dall''autorizzazione paesaggistica sono previsti in via tassativa dall''art. 149 del d.lgs. n. 42/2012, né la realizzazione degli appostamenti è ascrivibile alle fattispecie di "interventi di lieve entità" soggetti ad autorizzazione semplificata di cui all''allegato 1 del D.P.R. 9 luglio 2010, n. 139. 2) L''art. 2 della legge in esame si pone in contrasto con l''art. 3, co. 1, lett. e.5) del D.P.R. n. 380/2001 ("Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia"), nella parte in cui prevede che le tipologie di appostamento di cui all''art. 20 della l.r. n. 50/1993 e all''art. 12, co. 5, della l. n. 157/1992 sono soggette a comunicazione al comune e non richiedono titolo abilitativo edilizio. Benché l''art. 6, comma 6, del D.P.R. n. 380/2001 consente alle regioni di estendere la disciplina dell''attività edilizia libera a interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal medesimo articolo 6 questa facoltà non può comportare l''abrogazione di quanto previsto all''articolo 3 del D.P.R. n. 380/2001. Secondo questa ultima disposizione, sono inclusi tra gli interventi di nuova costruzione "l''installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee." Al riguardo, la Corte Costituzionale ha recentemente ribadito il principio per cui ogni trasformazione permanente del territorio necessita di titolo abilitativo e ciò anche ove si tratti di strutture mobili, ancorché esse non abbiano carattere precario e che il discrimine tra necessità o meno del titolo abilitativo è dato da un duplice elemento: precarietà oggettiva dell''intervento, in base alle tipologie dei materiali utilizzati, e precarietà funzionale, in quanto caratterizzata dalla temporaneità dello stesso (cfr. C. Cost. n. 171/2012, punto 3). Nel caso di specie, poiché le tipologie di appostamento cui fa riferimento la norma sono tipologie di appostamento fisse, il requisito della precarietà funzionale non è sussistente. La disposizione, quindi, è invasiva della potestà legislativa statale in materia di governo del territorio per violazione delle disposizioni di principio contenute all''art. 3 del d.p.r. n. 380/2001. In conclusione, la legge impugnata invade la potestà legislativa statale prevista dall''art. 117, co. 2, lett. s), considerando la violazione delle disposizioni statali interposte in materia di tutela dell''ambiente, dell''ecosistema e dei beni culturali (in particolare delle norme contenute agli artt. 146 e 149 del d.lgs. 42/2004), nonché la potestà legislativa statale in materia di governo del territorio di cui all''art. 117, co. 4, Cost., per il contrasto con le disposizioni statali di principio in materia di governo del territorio di cui all''art. 3 del d.p.r. n. 380/2001. Per tali motivi, si ravvisa la necessità di proporre la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale secondo quanto previsto dall''art. 127 della Costituzione.





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Sergio Berlato

Postato il : 03/10/2012 20:26:19 

giustino
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Bella notizia... E adesso che si fa?...
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Postato il : 06/09/2012 18:16:22 

eltega
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E quindi??? come ci si regola per la stagione già iniziata? solo capanno temporaneo con smontaggio a fine giornata di caccia?
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El Tega

Postato il : 06/09/2012 18:30:26 

diegosp
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Quindi?chi ha il classico capanno di rete elettrosaldata infrascato non può lasciarlo sul sito?
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Diego

Postato il : 06/09/2012 19:00:09 

zrenato
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Le caccie tradizionali in veneto sono finite.
speriamo si faccia un referendum per chiuderla .
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renato

Postato il : 06/09/2012 21:38:01 

giustino
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Siamo arrivati alla frutta, siamo soli in un mare di .... . Meglio soli che male accompagnati!
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Postato il : 06/09/2012 22:09:35 

mox71
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E chi deve cacciare i colombacci????Dateci risposte..Per favore...
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Postato il : 07/09/2012 01:03:27 

DeRed
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Ho chiamato la forestale e oltre ad essere stati gentilissimi sono stati anche molto esaustivi, di seguito quanto mi hanno detto:

La legge è in vigore fino a che la corte costituzionale non la blocca o la cancella, inoltre se non si ha l''appostamento all''interno di un bosco o in zone prescritte a livello comunale il vincolo paesagistico non c''è comunque ma sussiste solo quello urbanistico,per il quale la regione può legiferare.
Tuttavia in provincia di Vicenza esistono 2 procure (Bassano del Grappa e Vicenza), la forestale che dipende da Bassano si attiene alla legge regionale che è in vigore e quindi non sta facendo verbali, la forestale che dipende da Vicenza invece ha avuto ordine da PM di procede con il sequestro dei capanni. Probabilmente chi subisce un verbale in caso di ricorso vedrà revocata la sanzione ma intanto deve far ricorso.

Due cose mi lasciano perplesso: la prima come è possibile che un PM pur sapendo che la legge è in vigore si sogni di far uscire la forestale e la seconda il comportamento di ACV che invece di prendere posizione sta facendo di tutto per seminare panico tra i cacciatori per aizzarli contro l''incompetente di Stival.

Vi consiglio di chiamare la forestale di competenza del vostro territorio, sapranno sicuramente sanare ogni vostro dubbio.
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Postato il : 07/09/2012 09:59:46 

zeuss
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e se predispongo nel cassone dell''ape piaggio "el casotto"? coprendo la cabina con un telo?
poi a fine caccia parto e lascio libero il terreno. ci possono essere problemi?

posso mettere anche due mattoni sotto alle ruote posteriori così non si dica che potevo muovermi.

è un''idea del pifero o è fattibile e coerente con la legge?
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Postato il : 07/09/2012 11:12:13 

SERGIOBERLATO
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Dall’estate dello scorso anno abbiamo fatto numerosi incontri pubblici, anche alla presenza dei responsabili del Corpo Forestale dello Stato i quali ci hanno confermato di avere ricevuto disposizioni dalle varie procure della Repubblica di procedere con la segnalazione dei proprietari degli appostamenti ad uso venatorio e dei proprietari dei fondi sui quali questi appostamenti sono stati costruiti.
Per effetto di questi segnalazioni, molte persone hanno ricevuto dalle procure della Repubblica l’avviso dell’inizio del procedimento penale per presunto abuso edilizio ed abuso paesaggistico. Come tutti noi sappiamo la sanzione penale per chi è condannato per questi tipi di abuso va dai 30.000 ai 103.000 euro, oltre alle spese legali, alle spese processuali ed alle spese per il ripristino delle aree interessate da questi abusi.
L’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI non ha mai seminato panico ma ha voluto informare correttamente i cacciatori di quale fosse la situazione e dei pericoli che si correvano nel lasciare installati i capanni.
L’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI è stata la prima, e per lungo tempo l’unica, Associazione che ha chiesto alla Regione (già dalla primavera / estate del 2011) di intervenire con un provvedimento normativo che chiarisse l’esonero degli appostamenti ad uso venatorio dagli obblighi di natura urbanistica e da quelli di natura paesaggistica.
I dirigenti di tutte le altre associazioni venatorie hanno sottovalutato il problema, omettendo di informare correttamente i loro associati, con la conseguenza di vedere molti di loro denunciati penalmente per abuso edilizio e paesaggistico, con il sequestro dei loro appostamenti da parte dell’autorità competente.
L’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI non ha mai costretto nessuno a fare nulla contro la propria volontà ma, a domanda precisa di alcuni cacciatori che ci chiedevano:” cosa dobbiamo fare per essere sicuri di non essere denunciati penalmente “, l’unica risposta che ci siamo sentiti in dovere di dare, dopo esserci consultati con i nostri legali, è stata sempre questa:” se volete essere sicuri di non correre il rischio di essere denunciati penalmente per abuso edilizio e per abuso paesaggistico, l’unica cosa che potete fare è quella di smontare temporaneamente i vostri capanni fino a quando non sarà chiarita la questione e cioè fino a quando non saranno passati i 60 giorni di tempo dalla data della pubblicazione della legge regionale 25/2012, pubblicazione avvenuta il 13 luglio 2012. I 60 giorni erano l’arco temporale nel corso del quale il Consiglio dei Ministri poteva, come purtroppo ha fatto, impugnare la legge regionale dinanzi la Corte costituzionale per il suo annullamento a causa della invasione di competenze da parte della Regione in materia paesaggistica, competenze che la Costituzione affida in via esclusiva allo Stato e non alle regioni.
La maggior parte dei nostri cacciatori ci ha dato retta, altri hanno preferito dare retta a chi diceva loro di non preoccuparsi e di lasciare tutto come stava.
Alla luce della recente decisione del Consiglio dei Ministri del 5 settembre u.s. di impugnare la legge regionale 25/2012, coloro che sono stati denunciati e coloro che saranno denunciati nei prossimi giorni, corrono il rischio di essere chiamati a rispondere per abuso edilizio ed abuso paesaggistico, reati che possono comportare ( in caso di condanna ) la comminazione di sanzioni penali che vanno dai 30.000 ai 103.000 euro.
Ognuno è libero di fare ciò che vuole ma l’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI ha sentito il dovere, come sua consolidata abitudine, di informare correttamente tutti i cacciatori, lasciando a loro la libertà di scelta sul da farsi.
Se questo atteggiamento responsabile da parte dell’Associazione viene strumentalmente spacciato come “ terrorismo psicologico o diffusione di panico ingiustificato “ lasciamo a tutti voi giudicarlo.
Noi continueremo a guardare in faccia i nostri interlocutori, sicuri di avere detto loro sempre e solo la verità. Non sono sicuro che la stessa cosa la possano fare quei dirigenti venatori che, pur di raccattare qualche tessera associativa in più, hanno tenuto nascosta la verità ai loro associati trascinandoli nella merda dove li lasceranno se saranno chiamati a rispondere per i reati di abuso edilizio ed abuso paesaggistico.
Lasciamo agli avvoltoi ed agli sciacalli fare il loro sporco lavoro. Noi continueremo a combattere nel segno della verità, continuando ad avere la coscienza a posto per esserci comportati sempre in modo corretto.



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Sergio Berlato

Postato il : 07/09/2012 11:32:37 

SERGIOBERLATO
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Ecco cosa prevede l''art. 30 della legge statale 157/92 se si allestisce un capanno su un qualsiasi autoveicolo cacciando e se dallo stesso si esercita l''attività venatoria:

i) l''arresto fino a tre mesi o l''ammenda fino a lire 4.000.000 per chi esercita la caccia sparando da
autoveicoli, da natanti o da aeromobili;
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Sergio Berlato

Postato il : 07/09/2012 11:54:32 

DeRed
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Ma cosa centrano le altre associazioni?!? Lo sappiamo benissimo che ACV è l''unica che ha fatto qualcosa mentre le altre non fanno niente, ed è per questo che sono iscritto ACV.

Ma perchè non fate niente perchè questo abuso che è in corso da parte del PM di Vicenza finisca?
A livello legale i capanni dopo la pubblicazione della legge regionale n°25 del 6/7/2012 si possono fare, solo che i parte della provincia si rischia di dover far ricorso. E'' come prendere una multa per eccesso di velocità stando fermi.. se si fa ricorso si vince ma intanto tocca farlo.

Se la forestale a me ha risposto così non credo che se i dirigenti ACV chiamano avranno risposta diversa.
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Postato il : 07/09/2012 12:06:36 

zeuss
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Chiaro!

Autoveicolo = veicolo con almeno 4 ruote; l''ape 50 è un ciclomotore a tre ruote, l''ape di maggiore cilindrata è un motocarro (triciclo a motore).

Solo per sapere se può essere un''idea per non montare e smontare il casotto tutte le volte.

Sig. Sergio, non voglio farle perdere tempo con queste domande, ma se la legge 157... parla di autoveicoli, pensa che si possa aggirare il divieto con questa soluzione?
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Postato il : 07/09/2012 12:24:02 

mox71
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Vicenza
 

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Gentile On.Berlato,lei ha un''idea delle tempistiche che occorrono per il pronunciamento della Corte Costituzionale?
Ed ancora,come ho già chiesto alla Sig.ra Caretta,è possibile ottenere il rimborso della quota per il permesso all''appostamento fisso?Giacchè la legge non mi consente di sparare dalla torre che AVEVO,mi sembra giusto che almeno mi sia restituito quel denaro...
Grazie fin d''ora.
__________

Postato il : 07/09/2012 12:42:12 

SERGIOBERLATO
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Per De Red: deciditi una volta per tutte! Prima dici che la nostra Associazione è l''unica che si è attivata per difendere i cacciatori, poi dici che non facciamo nulla per impedire ai PM di agire contro i cacciatori. La nostra Associazione continua ad agire ad ogni livello per risolvere questo problema ma non possiamo in nessun modo impedire ai PM di svolgere le loro indagini tramite il Corpo Forestale dello Stato.
tanto per farti un esempio: oggi i legali della nostra Associazione ci hanno comunicato di aver ottenuto l''archiviazione da parte della procura della Repubblica di un procedimento intentato nei confronti di un nostro associato accusato di abuso edilizio e paesaggistico per aver costruito il suo capanno. Speriamo che sia il primo di una lunga serie.
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Sergio Berlato

Postato il : 07/09/2012 12:46:06 
 

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